La Venta Spedizione Tepui Venezuela

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Il giorno 27 febbraio é partita una nuova spedizione dell’Associazione La Venta in terra venezuelana. La spedizioni rappresenta una nuova tappa del “Progetto Tepui”, promosso e organizzato dall’Associazione la Venta, un gruppo no profit che da vent’anni svolge ricerche multidisciplinari in tutto il pianeta, prevalentemente in ambienti sotterranei, e che ad oggi ha organizzato oltre sessanta spedizioni esplorative in molte regioni remote della Terra: dall’Antartide alla Patagonia, dal Myanmar al Messico, dall’Asia centrale al Venezuela.

Tepui è una parola di origini pemon, un ceppo di popolazioni indigene del nord dell’Amazzonia, e vuol dire “casa degli spiriti” o “casa degli dei”, e viene usata per indicare le alte montagne che sorgono a nordest della foresta amazzonica, nella zona detta Gran Sabana, al confine tra Venezuela, Brasile e Guyana. Sono montagne molto particolari: la loro forma è squadrata, con ampie superfici sommitali delimitate da pareti verticali. Nelle zone dove l’erosione è stata più intensa, alcune di esse hanno la forma di torrioni isolati, alti sino a 1000 m. Queste montagne sono costituite prevalentemente da arenarie quarzose (quarzareniti) depostesi in una vasta area tra Sudamerica e Africa, circa 2 miliardi di anni fa, quando i due continenti erano ancora uniti. Una calata in cordaA questi maestosi e isolati altipiani si sono ispirati Arthur Conan Doyle nel suo Mondo Perduto e, più recentemente, i disegnatori della Pixar nella realizzazione del film di animazione “Up”. Si tratta di un’area che è divenuta accessibile all’uomo occidentale sono da pochi decenni e, a causa delle notevoli difficoltà di avvicinamento, può effettivamente considerarsi ancora quasi del tutto inesplorata. Il gruppo La Venta ha organizzato le prime spedizioni nell’area negli anni ’90, soprattutto nell’Auyan-tepui, per poi ampliare le ricerche al Chimantha-tepui e al Roraima. A fronte di poche e difficilissime spedizioni, i risultati scientifici ottenuti sono stati notevoli, con la scoperta di grotte importanti che contengono minerali peculiari e formazioni bio-mineralogiche di silice, simili alle stromatoliti, che probabilmente rappresentano relitti di colonie batteriche antiche di diverse centinaia di migliaia di anni. Numerosi studi sono in corso nell’ambito del progetto da parte dell’Università di Bologna, Università di Modena, Università di Firenze e ETH di Zurigo. La zona oggetto di ricerche durante la spedizione di quest’anno sarà quella dell’Auyan-tepui, noto per ospitare la cascata più alta del mondo, il Salto Angel (o Kerepakupai Merù in lingua indigena), di ben 970 metri. Questa montagna è stata teatro anche di un tentativo di esplorazione da parte di Walter Bonatti, nel 1967, raccontato nel libro “In terre lontane”. L’obiettivo principale del gruppo di speleologi è il raggiungimento di alcune grotte che si aprono sulla parete orientale della montagna, sospese quasi mille metri sopra la pianura circostante. Il team, guidato dal geologo padovano Francesco Sauro e dallo speleologo-alpinista trevigiano Antonio De Vivo, è costituito da speleologi, geologi, cineoperatori e fotografi, provenienti da varie regioni d’Italia, insieme a speleologi venezuelani del Teraphosa Exploing Team di Puerto Ordaz. La spedizione gode del patrocinio dell’Ambasciatore della Repubblica Bolivariana del Venezuela in Italia, Fondazione Dolomiti UNESCO, Società Speleologica Italiana, CONI Veneto, Commissione Centrale per la Speleologia CAI.

 

Il progetto è sostenuto dall’Azienda Geotec S.p.A. e dai seguenti partner tecnici, Dolomite, Intermatica, Ferrino, Amphibious, De Walt, Allemano Metrology, Chelab, Scurion, MountainHouse.»

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